La disciplina della comunione legale tra coniugi è animata dall'intento di tutelare la famiglia

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20/07/2011
Corte di Cassazione 5 marzo 2010 n. 5424

La disciplina della comunione legale tra coniugi è animata dall'intento di tutelare la famiglia attraverso una specifica protezione della posizione dei coniugi che si manifesta, a norma dell'art. 177, primo comma, lettera a), cod. civ., nel regime dell'attribuzione comune degli acquisti compiuti  durante il matrimonio. Tale finalità di protezione è del tutto assente nell'ipotesi in cui i beni acquistati - astrattamente riconducibili al regime della comunione legale - abbiano una provenienza illecita; pertanto, ove il giudice penale abbia sottoposto a confisca, ai sensi dell'art. 2 - ter della legge del 31 maggio 1965, n. 5757, beni di persona  sottoposta a procedimento di prevenzione per sospetta appartenenza ad associazioni di tipo mafioso, il coniuge non può invocare la disciplina della comunione legale per sottrarre determinati beni alla predetta misura, salvo che dimostri di aver contribuito all'acquisto con proprie disponibiltà

frutto di attività lecite

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