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10/06/2008
Abolizione dell’ICI sull’abitazione principale

L’articolo 1 del Decreto Legge 27.5.2008 numero 93, entrato in vigore il 29 maggio ultimo scorso, ha previsto l’abolizione dell’Imposta Comunale sugli Immobili dovuta sugli stessi quando adibiti ad abitazione principale, e con un’unica eccezione riguardante i cosiddetti immobili di pregio.


La citata abolizione della debenza dell’imposta non riguarderà infatti le abitazioni principali iscritte in Catasto nelle seguenti categorie:

 

Per le suddette tipologie immobiliari continueranno, però, a trovare applicazione sia la detrazione per l’abitazione principale di 103,29 euro, che può essere elevata dai singoli Comuni fino a 258,23 euro, ovvero l’eventuale riduzione, fino al 50%, dell’imposta dovuta, se prevista dal Comune impositore.

 

L’abolizione dell’ICI sull’abitazione principale è stata, inoltre, estesa sia alle eventuali pertinenze che alle unità immobiliari assimilate all’abitazione principale.

 

Qualche necessario approfondimento in questa sede è necessario venga dedicato alle concettualità relative alla definizione di abitazione principale e di relative pertinenze.

 

La definizione di abitazione principale riguarda l’unità immobiliare adibita a dimora abituale del soggetto che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e che si presume essere quella in cui ha lo stesso ha posto la propria residenza anagrafica, salvo evidente prova contraria. Tuttavia, l’abolizione dalla soggettività dell’imposta riguarda anche alcune tipologie di unità immobiliari assimilate all’abitazione principale o per legge o in base a quanto stabilito dai regolamenti comunali.

 

Non va però trascurato il fatto che all’interno  della vasta fattispecie degli immobili assimilati alle abitazioni principali possiamo enumerare diverse situazioni quali :

 

Approfondiremo ora, puntualmente, le ipotesi evidenziate.

All’abitazione principale i regolamenti comunali possono assimilare le unità immobiliari concesse in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela massimo che deve sussistere per l’omologazione. In questi casi, l’esclusione I.C.I. si applicherà solo  se l’assimilazione è stata prevista da un regolamento comunale vigente al 29 maggio 2008 ed esclusivamente  nei limiti di tale previsione. Sarà pertanto cura del contribuente verificare quanto stabilito dal singolo Comune.

 

Relativamente alle abitazioni possedute, a titolo di proprietà o di usufrutto, da soggetti anziani, ovvero disabili, ricoverati in via permanente in istituti di ricovero, o sanitari, l’esclusione dall’imposta potrà riguardare gli immobili a suo tempo adibiti ad abitazione principale del soggetto quando lo stesso abbia acquisito la residenza nel nosocomio e contemporaneamente l’immobile non risulti locato. Anche in questo caso sarà però necessario procedere alla verifica del contenuto dispositivo dei regolamenti comunali vigenti al 29 maggio 2008.

 

Quanto ai coniugi separati possiamo ricordare come l’esclusione dall’imposta sia oggi estesa, anche, al soggetto passivo che, a seguito di un provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulti assegnatario della casa coniugale. L’esclusione potrà applicarsi, però, solo a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà, o di altro diritto reale, su un immobile destinato ad abitazione ubicato nello stesso Comune della ex casa coniugale.

 

L’esclusione dall’imposta ha ad oggetto anche le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, e gli alloggi regolarmente assegnati dagli I.A.C.P.

Stante l’assenza di un’esplicita previsione normativa l’esclusione

dall’Imposta Comunale sugli Immobili non sembrerebbe applicabile agli immobili posseduti in Italia, a titolo di proprietà o di usufrutto, da cittadini italiani non residenti, a condizione che gli stessi non siano locati, anche se per legge  assimilabili alle abitazioni principali.

 

Da ultimo possiamo affermare che l’abolizione dell’imposta si estende alle pertinenze dell’abitazione principale, anche se distintamente accatastate. Tale estensione incontrerà, però, ovviamente, le limitazioni proprie contenute nei vari regolamenti comunali che possono riguardare sia il numero che le tipologie delle unità immobiliari considerate pertinenze dell’abitazione principale.

 

L’abolizione dell’imposta sull’abitazione principale decorre dal periodo di imposta 2008, quindi produrrà effetti già dal versamento in scadenza il 16 giugno prossimo. È ovvio affermare che a seguito della modifica normativa i soggetti beneficiari dell’abolizione non dovranno tenere conto di quanto indicato negli eventuali bollettini di versamento ricevuti da parte degli enti impositori in quanto elaborati sulla base della disciplina previgente.

 

L’eventuale rimborso dell’imposta già versata, ma non dovuta, a seguito dell’abolizione intervenuta, dovrà essere proposto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione, presentando apposita istanza di rimborso all’Ufficio Tributi del Comune competente. Il Comune, in seguito alla ricezione dell’istanza dovrà poi procedere alla restituzione dell’imposta, incassata ma non dovuta dal contribuente istante, entro i 180 giorni successivi maggiorando il rimborso degli interessi. Nell’istanza di rimborso dovranno essere necessariamente indicati sia i dati identificativi del contribuente, e dell’immobile posseduto, che le ragioni per le quali il rimborso è richiesto, e andrà allegato il documento giustificativo del proprio credito ossia la  fotocopia del bollettino postale o del modello F24.

 

Piace, in ultima analisi, in questa sede ricordare come i contribuenti che abbiano già presentato il modello 730/2008, avvalendosi della facoltà di utilizzare l’eventuale credito derivante dalla dichiarazione dei redditi per la compensazione dell’Imposta Comunale sugli Immobili relativa all’abitazione principale, possono, se il pagamento del tributo non è stato ancora effettuato, correggere l’originario modello 730/2008 presentando una dichiarazione integrativa, ovvero nel caso in cui il pagamento fosse già stato effettuato, presentare un’apposita istanza di rimborso, come sopra indicato.

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