In caso di trascrizione tardiva del matrimonio religioso, l'art. 8, quinto comma della legge n. 121 del 1985, nel prevedere la retroattività degli effetti civli della celebrazione del matrimonio medesimo non pone alcuna limitazione

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14/09/2011
Corte di Cassazione 21 aprile 2010 n.9464

In caso di trascrizione tardiva del matrimonio religioso, l'art. 8, quinto comma della legge n. 121 del 1985, nel prevedere la retroattività degli effetti civli della celebrazione del matrimonio medesimo non pone alcuna limitazione, fatti salvi solo i diritti legittimamente acquisiti dai terzi, nè distingue tra l'ipotesi della trascrizione tardiva per fatto dell'ufficiale dello stato civile e quella - disciplinata dal comma sesto della stessa norma e collegata alla prima dalla congiunzione "anche"  - per volontà dei coniugi. Ne consegue che l'eventuale stato vedovile di uno o di entrambi i coniugi cessa, retroattivamente,  a far data dalla celebrazione di  matrimonio canonico e, per l'effetto, viene meno, con la stessa decorrenza, anche il diritto del coniuge superstite alla pensione di reversibilità del coniuge defunto a causa di sopravvenuto matrimonio. 
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